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Nuova vita per Bergamo Bassa

Posted by on feb 19, 2018 in Riqualificazione spazi urbani | 0 comments

Bergamo Bassa, Piazza Cavour (render Luigino Pirola)

Bergamo Bassa, Piazza Cavour (render Luigino Pirola)

Il masterplan si fonda su tre capisaldi: la pedonalizzazione del centro, con il  nuovo disegno degli spazi aperti e delle pavimentazioni; la definizione di un sistema connettivo di spazi pubblici multifunzionali; l’innesto nei piani terra degli edifici, e dei loro cortili, di attività pubbliche.

Queste le linee guida di “Flanerie”, il progetto vincitore del concorso europeo indetto per la riqualificazione del centro piacentiniano di Bergamo Bassa. Ad aggiudicarselo il gruppo guidato dall’architetto paesaggista Luigino Pirola che dimostra un’attenzione particolare per il contesto esistente, ricco di qualità ma da tempo in crisi.

Piazza Cavour, il Sentierone e l’area antistante il Teatro Donizetti sono pensati come un “parcocontinuo”, un unicum urbano con predominanza del verde da dedicare al movimento lento del passeggio e alle attività ludiche all’aperto. Dall’asse del Teatro la trama della pavimentazione scandisce un percorso che attraversa il Sentierone e porta direttamente in piazza Dante dove si apre il nuovo ingresso dell’ex Albergo Diurno. Sul lato opposto della piazza un movimento simmetrico del terreno si eleva dalla quota del suolo e permette di ricavare un secondo accesso agli spazi interrati. Nell’area di largo Belotti la strategia per riqualificare il centro si allarga anche agli edifici, per contaminarne i piani terra e i cortili, prevedendo attività attrattive per rivitalizzare l’ormai assopito cuore della città.

Con la conclusione del concorso si potrà finalmente avviare la fase di confronto e messa a punto del progetto. L’Amministrazione ha già stanziato la copertura finanziaria per il primo lotto dei lavori che dovrebbe riguardare la zona di Piazza Dante e del Quadriportico del Sentierone. Nel confronto con i proprietari degli immobili che gravitano nell’area si giocherà la partita più importante e si capirà effettivamente se le idee proposte dal masterplan potranno avere un futuro favorevole.

Nel frattempo, a partire dal 16 febbraio, tutti i progetti finalisti saranno in mostra presso l’atrio  del Palazzo della Libertà.

Bergamo, Sentierone e portici, cartolina storica, 1933

Bergamo, Sentierone e portici, cartolina storica, 1933

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FAVIGNANA – Una pensilina per i Florio

Posted by on feb 6, 2018 in Arredo Urbano | 0 comments

Il ritorno sull’isola è previsto per la prossima primavera, al termine di un meticoloso intervento di restauro conservativo condotto da Neri Spa presso il suo stabilimento di Longiano. L’oggetto, o meglio la struttura, in questione è la monumentale pensilina metallica realizzata a fine Ottocento per la facciata a mare della signorile residenza dei Florio a Favignana.

A quell’epoca la piccola isola sulla costa occidentale della Sicilia recepì, come pochi altri luoghi, la feconda inventiva di Vincenzo Florio e dei suoi discendenti che ne fecero, grazie alle attività li impiantate, il volano di un’economia alternativa a quella della marina mercantile che già aveva assicurato l’ascesa dei Florio nell’olimpo delle maggiori e più potenti famiglie d’Europa.

Proprio qui fu insediato il meglio delle loro tonnare il cui ciclo di produzione prevedeva la lavorazione, la cottura, la conservazione sott’olio del pescato e la successiva partenza per le rotte destinate a tutti i mercati: il mare di Favignana regalava tonnellate di pesce che valevano immensa ricchezza e posti di lavoro per la popolazione locale.

E così nel 1874, dopo aver acquistato anche tutte le altre isole dell’arcipelago (Egadi), Ignazio Sr. incaricò gli ingegneri Damiani Almeyda e La Porta di costruire nuovi stabilimenti; quello destinato all’inscatolamento, in particolare, molto innovativo dal punto di vista tecnologico, divenne uno dei più grandi complessi di industria alimentare al mondo.

In più l’Almeyda venne invitato a progettare una villa, una signorile residenza in grado di ospitare non solo i padroni durante le loro lunghe permanenze sull’isola, ma anche i loro numerosi e illustri ospiti. La palazzina neogotica, edificata sul luogo dove sorgeva il forte di San Leonardo, si affaccia direttamente sul porto ed è impreziosita da una pensilina metallica sostenuta da eleganti colonne.

Allo stesso architetto palermitano si deve il progetto di quest’opera, molto probabilmente realizzata nell’ambito della stessa famiglia Florio da un’industria nata per fungere da supporto alla costruzione dei rinomati piroscafi, ma dotata anche di un reparto artistico destinato alla creazione di oggetti per l’arredo urbano: la fonderia Oretea.

Su questa fonderia abbiamo già condotto in passato una ricerca confluita su Arredo & Città n. 1 – 2007 http://www.arredoecitta.it/upl/numeri/A&C%201_2007.pdf

Favignana, la pensilina metallica di Villa Florio

Favignana, la pensilina metallica di Villa Florio

Villa Florio dal mare

Villa Florio dal mare

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Ridisegnare Parigi

Posted by on feb 1, 2018 in Riqualificazione spazi urbani | 0 comments

 

153 progetti finalisti per 55 aree diverse. Al Pavillon de l’Arsenal di Parigi sono in mostra, fino al 4 marzo prossimo, gli esiti del concorso Inventons la Métropole du Grand Paris che ridisegnerà completamente il volto della città.

Il progetto ha preso le mosse dalle numerose ipotesi di incremento abitativo avanzate negli ultimi anni e riconducibili sostanzialmente a due tipologie di intervento molto diverse tra loro: densificazione o espansione. La prima è risultata difficile, se non impossibile da percorrere, poiché Parigi è già una delle città più dense al mondo e gli interventi in questa direzione risulterebbero del tutto invasivi; più semplice e realizzabile l’espansione nel territorio, una politica urbana in corso già da cinquant’anni e che ha prodotto, però, anche veri disastri, come i quartieri ghetto-popolari che circondano la città. Per questo motivo l’approccio è stato radicalmente rivisto per rispettare il limite di consumo del suolo: le aree prescelte dal bando riguardano spazi già urbanizzati da riqualificare o da ricucire, incluso il recupero di edifici abbandonati.

Architetti, urbanisti e intellettuali internazionali, sono stati invitati a ragionare su queste tematiche e a immaginare la metropoli del futuro, dopodiché il passo successivo è consistito nella creazione della “Societé du Grand Paris”, ente pubblico con partecipazioni private che ha coordinato lo sviluppo delle infrastrutture individuando una serie di poli strategici d’interscambio che interagiranno con la rete viaria e dei trasporti esistente. L’idea principale è quella di realizzare un nuovo anello di rete metropolitana, concentrico  rispetto agli attuali confini cittadini, che sarà chiaramente supportato da moderne infrastrutture, permettendo i collegamenti periferici senza necessariamente passare dal centro della città, che attualmente è già al limite di saturazione. Questi poli toccati dalla rete rappresentano di fatto le principali aree interessate dal concorso con l’aggiunta di altri luoghi scelti dai singoli comuni de l’Île-de-France per recuperare edifici o spazi inutilizzati o degradati.

La mostra parigina risulta particolarmente significativa anche per il tipo di esposizione, del tutto inusuale. Una scelta dettata da motivi pratici di spazio ma che è risultata sorprendentemente azzeccata anche per quello che riguarda la visita stessa poiché tutti i disegni finalisti (153) non sono appesi alle pareti, ma impilati su supporti a terra in modo da poter essere presi anche comodamente in mano.

 

 

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Casa Vicens: nel segno di Gaudì

Posted by on gen 15, 2018 in Arredo Urbano | 0 comments

Casa Vicens a Barcellona

Casa Vicens a Barcellona

Ottavo edificio di Gaudì a essere dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, Casa Vicens a Barcellona è stata di recente aperta al pubblico dopo che Andorra MoraBanc l’ha acquistata nel 2014 e si è accollata i 4 milioni di euro necessari per il restauro e per il successivo progetto di rivitalizzazione di uno spazio che sia fruibile da tutti e da  destinarsi ad esposizioni sia permanenti che temporanee.

Nel 1883 l’impresario barcellonese Manuel Vicens incarica il giovane Gaudí, appena laureato, di realizzare la casa di vacanza della famiglia. L’opera rappresenta il primo progetto residenziale dell’artista con il quale getta le basi di quello che sarà il suo modo di intendere l’architettura, intrinsecamente legato alle arti plastiche e all’attenta osservazione della natura.

L’architetto catalano, pur restando ancorato alle tecniche costruttive tradizionali, introduce un personalissimo mix stilistico mai visto fino a quel momento dove l’ornamento è protagonista. Spettacolare la riproduzione del tagete giallo (garofano indiano) sulla ceramica che riveste le facciate esterne, così come i cespugli di more e la passiflora a decorazione sia dei soffitti che delle pareti.

La sua incredibile e fantasiosa abilità si esprime anche nei ferri battuti che impreziosiscono i balconi e, soprattutto, il monumentale cancello sormontato da una coppia di lanterne in cui è la foglia di palma la protagonista indiscussa. Il massiccio impiego di ceramica decorata costò al committente ben 14 mila pesetas, una vera fortuna per quei tempi.

Il tagete giallo (garofano indiano) riprodotto sulle ceramiche e i ferri battuti della facciata esterna

Il tagete giallo (garofano indiano) riprodotto sulle ceramiche e i ferri battuti della facciata esterna

Il cancello monumentale in ferro battuto

Il cancello monumentale in ferro battuto

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Natale con le “luci d’artista”

Posted by on dic 19, 2017 in Arte e Luce | 0 comments

Per il dodicesimo anno va in scena a Salerno la spettacolare e suggestiva esposizione di luminarie artistiche natalizie. Dopo Torino, che per parecchi anni è rimasta l’unica città a sperimentare in maniera innovativa un modo di addobbare le vie e le piazze che non fosse solo un’esposizione di luci colorate ma anche un’occasione per comunicare significati, da alcuni anni l’attenzione si sta concentrando anche sul capoluogo campano le cui strade, piazze e aree verdi ospitano fino al 21 gennaio ambientazioni fantastiche che fanno riferimento ai fondali marini e alle foreste, al circo, agli animali, all’immensa volta celeste. Seguendo l’intera produzione, opera di artisti,  il visitatore viene coinvolto in un viaggio emozionante alla scoperta di una città ricca di storia, arte e cultura.

Tra i “luoghi illuminati” spiccano la Villa Comunale, trasformata per l’occasione in un’arca di Noè   e piazza Sant’Agostino in cui è possibile assaporare l’atmosfera tipica della costa amalfitana grazie ad effetti ottici ma anche  olfattivi stimolati dagli inebrianti profumi dei suoi rinomati limoni.

In piazza Flavio Gioia, invece, è allestito il set del regno marino dominato dal tridente fiammante di Nettuno che, circondato dalla sua corte di tritoni, sirene, delfini e ippocampi, emerge dagli abissi a popolare le facciate dei palazzi.

E’ un progetto finalizzato ad incrementare il turismo in questo particolare periodo dell’anno e a far conoscere una città anche nei suoi aspetti che la caratterizzano permanentemente.

Con questi immagini lo staff della Fondazione Neri – Museo Italiano della Ghisa vi augura un Buon Natale e Felice 2018

                                                                      

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