Arte e Luce

La luce oltre la luce

Posted by on dic 22, 2015 in Arte e Luce | 0 comments

Spesso associamo a un’intuizione, a un’idea, l’immagine di una lampadina che si accende sopra alle nostre teste: non è altro che la metafora della luce, quel lume che improvvisamente accende il cervello e che conduce alla ragione e alla conoscenza. È la luce nel suo significato più profondo. Alla cerchia degli “illuminati” appartengono dunque a buon diritto anche quegli artisti che a partire dall’età medievale hanno trovato un nuovo modo per rendere ancora più accattivante  la lettura di capolavori della letteratura. A tali protagonisti, alla loro tecnica e alle loro opere, è dedicata una mostra in corso a Pesaro.

ILLUMINATI  Immagini dalla letteratura: Bellini, Dalì e i contemporanei. È il titolo della mostra “diffusa” che dal 19 dicembre 2015 al 3 aprile 2016 coinvolgerà, per la prima volta tutti assieme, alcuni luoghi simbolo di Pesaro come i Musei Civici di Palazzo Mosca, Casa Rossini e lo Scalone Vanvitelliano.

Un percorso espositivo trasversale rispetto alle epoche e alle aree geografiche, incentrato sul desiderio di rappresentare un fenomeno noto, anche se spesso poco considerato e non privo di sorprese: la funzione iconografica delle opere letterarie e la loro capacità di ispirare gli artisti di tutte le epoche.

Illuminati si riferisce alla pratica medievale della miniatura che nella sua fase iniziale era limitata alla decorazione in rosso delle lettere iniziali dei capitoli di un manoscritto. Dal XIV secolo, con il diffondersi di illustrazioni di piccolo formato, il significato di miniatura passò genericamente a indicare dipinti che – grazie alla tecnica della “alluminatura” o “illuminatura”  per via dei colori luminosi e vibranti in risalto sulla pagina, ma anche grazie all’allume mescolato alle tinte come collante – trasformavano il testo scritto in una grande immagine più comprensibile.

Legenda Aurea, miniatura

Legenda Aurea, miniatura

Era appunto la luce del colore a dare alle parole nuova vita e gli artisti, “illuminati” a loro volta da tutto questo, hanno iniziato a rendere vivi e tangibili i concetti e le figure tratte dalla pagine scritte.

Legenda Aurea, miniatura

Legenda Aurea, miniatura

La mostra è dunque l’occasione per ammirare esempi straordinari  di testi letterari utilizzati come fonti iconografiche per opere d’arte. Il percorso ha inizio dai Musei Civici e dal capolavoro di Giovanni Bellini l’Incoronazione della Vergine che ha ispirato una delle più celebri versioni della storia di San Giorgio e il drago raccontata nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. Alle esperienze antiche risponde un genio illuminato del Novecento come Salvador Dalì con le sue tavole fantasiose dedicate all’Inferno di Dante, e il video dell’artista contemporanea Rä di Martino ispirato al racconto The Swimmer di John Cheever, da cui è stato tratto  l’omonimo film interpretato da Burt Lancaster,  che sottolinea come l’utilizzo della letteratura, come fonte iconografica per le immagini visive, sia stata ereditata in età moderna dal cinema.

Salvador D'Alì, Inferno

Salvador D’Alì, Inferno

L’esposizione prosegue a Casa Rossini con le tavole del Purgatorio di Dalì e la suggestiva scultura “Giuliano e Delio” di Francesco Arena tratta dalle Lettere dal Carcere di Gramsci.

Lo scalone Vanvitelliano, architettura di per sé significativa e simbolica, accoglie infine il Paradiso, sempre di Dalì, e l’installazione sonora “Terra” di Francesca Grilli: un disco di vinile contenente frammenti di meteorite, diffonde i suoni di tre paesaggi sonori che si riferiscono a tre esagrammi tratti dal celebre libro cinese I Ching.

Salvador D'Alì, Paradiso

Salvador D’Alì, Paradiso

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SEPO, il “cartellonista della lampadina”

Posted by on giu 16, 2015 in Arte e Luce | 0 comments

Un grande, anzi grandissimo della pubblicità cartellonistica mondiale è stato senza dubbio Severo Pozzati (pseudonimo Sepo) nato a Comacchio nel 1895. Pittore e scultore espone le sue opere al fianco di artisti del calibro di Morandi, Carrà, Boccioni; studia Cézanne, Derain e la pittura italiana del Trecento e Quattrocento.

Col trascorrere del tempo riesce a tradurre queste esperienze in ambito pubblicitario dove, lavorandoci a tempo pieno, elabora uno stile nuovo, rivoluzionario, maturato in tre diverse agenzie: la Maga di Bologna, la Publivox di Ginevra e la Dorland di Parigi.

I suoi manifesti rivelano grande attenzione per le tecniche di riproduzione motivo per cui predominano, ai fini dell’economicità – presupposto fondamentale su cui si basa questo tipo di arte – gamme cromatiche essenziali e tinte piatte, che facilitano la stampa.

Tra le tante opere realizzate appaiono straordinari alcuni manifesti del 1939 che hanno per oggetto il tema della luce e della lampadina elettrica in particolare.

Uno di questi, creato per la ditta Osram, raffigura una lampadina con “attacco a baionetta” cioè con un sistema messo a punto dall’inglese Joseph Swan che permette, o meglio che permetteva,  il suo fissaggio in modo stabile e preciso (questo modello di lampadina è stato usato a lungo soprattutto in Francia e in Gran Bretagna).

Esemplare anche il secondo bozzetto dove una gigantesca e unica lampadina dà luce all’intero edificio per sovrapposizione (da osservare tutte le finestre illuminate di bianco): si tratta sicuramente di uno dei manifesti più belli nella storia della pubblicità della luce.

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Una nuova luce per il Cenacolo di Leonardo

Posted by on apr 9, 2015 in Arte e Luce | 0 comments

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L’ultima cena di Leonardo, fiore all’occhiello della città di Milano, si può oggi ammirare sotto una nuova luce, un impianto a LED che permette di risparmiare energia, inquinare meno e al tempo stesso migliorare le condizioni micro ambientali dell’opera.

L’installazione ha sostituito la vecchia illuminazione a fluorescenza con proiettori Palco equipaggiati di LED CoB, che offrono una luce calda ad altissima resa cromatica.

Il progetto, rientrato nel piano dei grandi lavori intrapresi per Expo 2015, rappresenta un apporto significativo in vista dell’evento stesso, un’ulteriore opportunità per la città di avere visibilità internazionale trovando, proprio nel capolavoro leonardesco, uno dei simboli principali per tutti i turisti che da maggio confluiranno a Milano.

Per l’occasione, tra l’altro, si stanno moltiplicando gli sforzi per rendere maggiormente visibile l’opera per la cui conservazione è necessario attenersi a delle regole, tra cui un numero molto limitato di visitatori per ciascuno dei turni che si alternano nel refettorio di Santa Maria delle Grazie: l’idea è di prolungare l’apertura almeno fino alle 22 e limitare la chiusura al lunedì mattina.

Dopo il restauro del 1999 il Cenacolo ha smesso di essere un’opera “cupa” e Leonardo è stato apprezzato molto anche come artista della luce: oggi la nuova illuminazione favorisce totalmente questa lettura.

 

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Cappella Sistina, una luce di 7000 LED per i dipinti “illuminati”

Posted by on nov 12, 2014 in Arte e Luce | 0 comments

Ora si gode finalmente l’insieme, prima nessuno riusciva a percepirlo. Lo stesso vale per i particolari, che si accendono di colori e sfumature impensabili; escono dall’ombra dei secoli per tornare allo scoperto.

Ci troviamo all’interno della Cappella Sistina, il luogo identitario della Chiesa, ma il miracolo questa volta è di natura esclusivamente terrena: 7000 luci LED hanno attenuato drasticamente l’effetto dei fari sparati sul dito di Dio che chiama Adamo alla vita e regalato una luce totale, soffusa, regolare, che accende ciascun affresco ed entra in ogni dettaglio.

È il risultato del progetto Ue ribattezzato Led4Art, sviluppato dai ricercatori della Osram e inaugurato proprio pochi giorni fa alla vigilia della festa di Ognissanti. I nuovi apparecchi sono stati installati in maniera non visibile per ricreare un effetto naturale della luce e orientati in modo da far sembrare che il fascio luminoso provenga direttamente dalle finestre.

Annullate le radiazioni infrarosse e ultraviolette, limitato lo strapotere dell’azzurro, e depurata la luce da componenti pericolose per materiali delicati come lacche e colori, sono ora riconoscibili le pigmentazioni verde e giallo oro dei capolavori michelangioleschi, così come i colori degli altri artisti che hanno lavorato in questo luogo magico: Perugino, Ghirlandaio, Botticelli, Signorelli.

La nuova illuminazione a LED della Cappella Sisitina

La nuova illuminazione a LED della Cappella Sisitina

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Arte e luce (elettrica) divinità femminili

Posted by on ago 7, 2014 in Arte e Luce | 0 comments

 

La diffusione della luce elettrica incrocia in Italia due fenomeni  artistico-culturali di forte rilievo: l’Art Nouveau, meglio conosciuta come Liberty, e il Futurismo. Se la prima ha attraversato l’Europa arrivando anche oltreoceano, il secondo si caratterizza come  fenomeno tipicamente italiano, impetuoso ed effimero forse, oggi molto rivalutato. Basti pensare che al Guggenheim di New York è in corso, dal 21 febbraio e fino all’1settembre, la mostra Italian Futurism, 1909-1944: Reconstructing the Universe dal carattere accentuatamente interdisciplinare, dove le più di 300 opere esposte spaziano dalla pittura e scultura, all’architettura, al design, alla ceramica, arrivando fino alla moda, la filmologia, la fotografia, la pubblicità, senza trascurare  la musica, la poesia, il teatro e le (oggi meglio conosciute) performances.

A proposito di teatro, è proprio uno spettacolo portato in scena in occasione della grande esposizione milanese del 1881, il Ballo Excelsior, a esaltare il genio umano, dove per la prima volta la musa della luce elettrica, simbolo di progresso e civiltà, si oppone all’oscurantismo. La città di Milano, proprio in occasione dell’esposizione industriale, avvia i primi esperimenti per il passaggio dal gas all’elettricità; di li a breve (primi anni del ‘900) monumentali candelabri in ghisa si avvieranno ad illuminare con la nuova luce le principali città d’Italia.

Le 4 figure femminili di Cambellotti che in un ideale girotondo abbracciano la circonferenza della colonna, sono, con le loro chiome che terminano a punta di freccia, una materializzazione della “divina luce elettrica” dei futuristi. L’esaltazione della femminilità propria del Liberty incontra l’entusiasmo, che si fa quasi esaltazione, dei futuristi per una scoperta che ha effettivamente cambiato la vita dell’umanità.

Lo stesso possiamo dire per un’altra figura femminile collocata come terminale della colonna in un palo istallato a Napoli e a Catania, dove ancora oggi sopravvive, seppure parzialmente modificato. In questo caso è la sirena Partenope, mitica fondatrice del capoluogo campano, che abbandona le profondità marine per abbracciare in un fascio luminoso la modernità.

Il girotondo delle "divinità moderne", D. Cambellotti, 1896, MIG

Il girotondo delle “divinità moderne”, D. Cambellotti, 1896, MIG

 

"Sirena Partenope", statua reggi lampada per lampione, 1900 ca., MIG

“Sirena Partenope”, statua reggi lampada per lampione, 1900 ca., MIG

 

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Balla, i Futuristi e il mito della luce elettrica

Posted by on ago 4, 2014 in Arte e Luce | 0 comments

Lampada ad arco è una delle opere pittoriche più celebrate di Giacomo Balla.

Balla, Lampada ad arco, MoMA, New York, 1909

Balla, Lampada ad arco, MoMA, New York, 1909

Balla, studio per Lampada ad arco, MoMA, New York

Balla, studio per Lampada ad arco, MoMA, New York

Balla, studio per Lampada ad arco, particolare dei raggi luminosi, MoMA, New York

Balla, studio per Lampada ad arco, particolare dei raggi luminosi, MoMA, New York

Meno risaputo, invece, è che al MoMA di New York, oltre al dipinto, sono custoditi alcuni bozzetti e schizzi preparatori attraverso i quali l’artista italiano ha elaborato e materializzato la sua idea che emerge in maniera prorompente dalla descrizione che egli stesso fa della sua opera e che riportiamo integralmente:

“Per meglio precisare vi spiego che il quadro della “Lampada” è stato da me dipinto durante il periodo divisionista (1900-1910); infatti il bagliore della luce è ottenuto mediante l’accostamento dei colori puri. Quadro, oltre che originale come opera d’arte, anche scientifico perché ho cercato di rappresentare la luce separando i colori che la compongono. Di grande interesse storico per la tecnica e per il soggetto. Nessuno a quell’epoca (1909) pensava che una banale lampada elettrica potesse essere motivo di ispirazione pittorica: al contrario per me il motivo c’era ed era lo studio di rappresentare la luce e, soprattutto, dimostrare che il romantico ‘chiaro di luna’ era sopraffatto dalla luce della moderna lampada elettrica”

Balla, studio per Lampada ad arco, MoMA, New York

Balla, studio per Lampada ad arco, MoMA, New York

 

 

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