Installazioni artistiche

L’Ara com’Era. La tecnologia a supporto della visita

Posted by on nov 21, 2016 in Installazioni artistiche | 0 comments

Nel numero 1, 2016 di  Arredo & Città www.arredoecitta.it abbiamo indagato lo stretto legame tra le arti applicate, proprie del XIX secolo, e l’ornato di tradizione classica, dando ampio risalto al grande ciclo scultoreo a bassorilievo dell’Ara Pacis, in particolare il fregio vegetale del perimetro esterno che ha rappresentato uno dei principali capisaldi stilistici e un’importante fonte di ispirazione per intere generazioni di artisti.

A partire dal mese scorso è possibile ammirare per un anno intero (termine 30 ottobre 2017) questo capolavoro dell’arte romana, costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero, sotto una luce diversa, più accattivante e coinvolgente, grazie all’apporto fornito dalla moderna tecnologia. Il progetto espositivo “L’Ara com’Era” rientra nel più ampio piano di valorizzazione del patrimonio culturale di Roma Capitale e mette a disposizione del visitatore contenuti multimediali che si sovrappongono alla percezione visiva, consentendo di assistere ad un racconto virtuale che facilita la comprensione, la funzione e le peculiarità storico-artistiche di questo altare monumentale eretto a scopo sacrificale in Campo Marzio.

Nove sono i punti di interesse raccontati attraverso l’utilizzo della augmented reality (realtà aumentata); 45 minuti di visita nei quali piccoli gruppi di visitatori sono dotati di particolari visori AR (Samsung GearVR) in grado di riconoscere la tridimensionalità dei bassorilievi e delle sculture effettuando un’elaborazione in tempo reale. I contenuti virtuali appaiono al visitatore come “ancorati” agli oggetti reali, contribuendo all’efficacia, alla totale immersione e al senso di magia offerta dalla sensazionale esperienza. In questo percorso di scoperta si è infatti sollecitati a svolgere una serie di gesti e azioni che coinvolgono più canali percettivi: osservati da più angolazioni i plastici e i modellini si popolano di personaggi intenti a celebrare sacrifici, nel frattempo si ascoltano suoni e voci come in uno spaccato dell’epoca, mentre i calchi raffiguranti la famiglia imperiale prendono vita e si raccontano in prima persona.

Visore AR

Visore AR

Il passato mitico dell’Urbe rivive anche attraverso la restituzione del colore sui marmi, ricostruito in via ipotetica, ma con la massima approssimazione consentita,  sulla base di uno studio realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nel corso di oltre un decennio. Il colore rende chiare funzioni e significati di personaggi e oggetti rappresentati, tra cui appunto lo splendido fregio vegetale composto da una moltitudine di piante che nascono da cespi d’acanto, simbolo d’immortalità. Attraverso la colorazione del pannello sotto il quadro della dea Roma una natura ordinata e rigogliosa, popolata da animali e insetti, può essere interpretata così come facevano gli antichi romani che in questo “giardino lussureggiante” erano invitati a dimenticare gli orrori della guerra.

Al termine del percorso, lungo la processione rivolta verso il Mausoleo, accompagnati dagli augures, i littori, i sacerdoti, appare Augusto seguito dalla sua famiglia, inclusi i bambini: mai fino a quel momento erano stati rappresentati tutti insieme su un monumento pubblico.

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Roma, OUTDOOR 2016

Posted by on ott 4, 2016 in Installazioni artistiche | 0 comments

Roma, ex caserma Guido Reni

Roma, ex caserma Guido Reni

È ormai un dato di fatto che la riqualificazione delle città passi anche e soprattutto attraverso il sapiente riutilizzo delle aree e degli edifici degradati o dismessi. Un esempio interessante è rappresentato dall’ex caserma Guido Reni di Roma nata agli inizi del ‘900 come stabilimento militare di materiali elettronici e di precisione, e rimasta poi inutilizzata per decenni fino al 2014, anno della pubblicazione del bando per la realizzazione della futura Città della Scienza di Roma, un immenso spazio su cui graviteranno anche alloggi sociali, residenze private, aree commerciali, strutture ricettive.

Rilevante il fatto che nel frattempo l’edificio abbia ripreso vita grazie all’agenzia creativa Nufactory che da sette anni, con il contributo della Regione Lazio, utilizza questo scenario per lo svolgimento di Outdoor, un festival internazionale dell’arte e cultura metropolitana che vuole promuovere la riconversione delle aree urbane attraverso i linguaggi culturali.

La scelta di Roma per ospitare questo tipo di evento non è certo casuale in quanto la “città eterna”, con la più alta concentrazione di beni storici e architettonici al mondo, è anche uno dei principali centri dell’arte contemporanea e della cultura urbana, al pari delle grandi metropoli mondiali come Londra, Parigi e New York. Il messaggio lanciato da Outdoor è chiaro: l’arte, la musica, la cultura, hanno la forza di riaccendere, “rimettere in moto” luoghi inesplorati, periferici e spesso abbandonati. Tutto ciò si evince dall’osservazione delle numerose opere esposte in questa settima edizione che ha per titolo Beyond, andare oltre. Quindici padiglioni privi di una reale suddivisone per nazione e metodologia espressiva, pensati per diventare luoghi di passaggio e di transizione, in un percorso privo di barriere dove a prevalere sono più le influenze reciproche che le singole differenze tra gli artisti.

Per tutto il mese di ottobre i visitatori troveranno negli ex capannoni sorprese continue: graffiti, installazioni, illustrazioni e fino a veri e propri interventi surreali che colorano e trasformano l’area in uno spazio urbano dedicato alle culture contemporanee. Tra i partecipanti si segnala il francese Honet e le sue illustrazioni fiabesche che entrano in dialogo con le crude e spiazzanti fotografie di Fakso, gli stencil bicromi del norvegese AFK che “fanno coppia” con le esplosioni di colore di Craig Costello. Ma anche le opere gonfiabili dell’artista di Bristol Filthy Luker, i labirinti grafici di Joys, i volumi geometrici di Felipe Pantone e i muri, utilizzati come fossero tele dal duo spagnolo Sebas Velasco e Xavier Annunzibai. A questa edizione partecipa anche l’Istituto Europeo di Design di Roma con “Waves”, un’installazione che occupa due padiglioni in cui si fondono diverse discipline: arti visive, design, moda, cinema.

Un ricco programma di eventi  animerà il festival durante i week end: sono previste conferenze, proiezioni cinematografiche e una vasta offerta di musica internazionale.

 

Esplosioni di colore dell'artista Craig Costello

Esplosioni di colore dell’artista Craig Costello

Outdoor Festival 2016

1-31 ottobre 2016

Roma, ex Caserma Guido Reni

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