Itinerari

Buone vacanze Italia!

Posted by on lug 31, 2017 in Itinerari | 0 comments

Audrey Hepburn e Gregory Peck in una scena del film Vacanze Romane del 1953: sullo sfondo uno dei lampioni ottocenteschi sulla scalinata di Trinità dei Monti (Roma)

Audrey Hepburn e Gregory Peck in una scena del film Vacanze Romane del 1953: sullo sfondo uno dei lampioni ottocenteschi della scalinata di Trinità dei Monti (Roma)

Settant’anni di viaggi nelle immagini dell’archivio Ansa, l’Agenzia Nazionale della Stampa Associata. La vacanza costituisce il magico sottofondo, al centro c’è l’Italia che cambia.

Il progetto, curato da Alpitour – primo tour operator italiano nato a Cuneo nel lontano 1947 come ufficio dedicato all’organizzazione di servizi turistici – consiste in una straordinaria selezione di oltre un milione di foto in bianco e nero e a colori realizzate a partire dagli anni ’40 che documentano momenti di spensieratezza, di contentezza, di pausa dal lavoro, vissuti nelle più belle località marine e montane della nostra Penisola, comprese le numerose città d’arte.

Un patrimonio unico, dichiarato di grande interesse dallo stesso Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal dopoguerra molte cose sono cambiate in Italia, a livello sia economico che sociale e culturale: gli italiani hanno iniziato a viaggiare sempre di più, grazie al benessere raggiunto e alle nuove infrastrutture, alla tecnologia che ha facilitato l’accessibilità e a quell’innata curiosità che contraddistingue da sempre il popolo italiano. Ma a guardare queste foto un pensiero è rivolto anche al futuro poiché, a giudicare dai flussi turistici, viaggiare è una passione che non cesserà mai.

Molte delle immagini raccolte hanno poi segnato e contraddistinto un’epoca. Memorabili, ad esempio, restano il pic nic in mare davanti ai faraglioni di Capri, le gite fuori porta con la Lambretta o a bordo della mitica 500, la scena della “pausa gelato” che ha per protagonisti la principessa Anna e il giornalista Joe (Audrey Hepburn e Gregory Peck) nel film Vacanze Romane del 1953 immortalati in Piazza di Spagna davanti a uno dei lampioni ottocenteschi sulla scalinata di Trinità dei Monti. Come dimenticare poi anche gli anni ’70 con i primi mangiadischi ad allietare le giornate sulla spiaggia.

Per la presentazione del progetto è stata allestita una mostra presso il VOI Donna Camilla Savelli Hotel di Roma a cui si aggiunge un catalogo da collezione.

Capri, il pic nic in mare davanti ai faraglioni, 1947

Capri, il pic nic in mare davanti ai faraglioni

Gli anni Settanta con i primi mangiadischi sulle spiagge italiane

Gli anni Settanta con i primi mangiadischi sulle spiagge italiane

 

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Architetture d’oltremare

Posted by on giu 1, 2017 in Itinerari | 0 comments

Nell’ambito del progetto Forlì Città del 900 – Museo urbano diffuso e polo turistico per la conoscenza del XX secolo, i locali ex Gil del capoluogo romagnolo ospitano fino al 18 giugno la mostra Architettura e urbanistica nelle terre d’oltremare. Dodecaneso, Etiopia e Albania (1924-1943) a cura del professor Ulisse Tramonti, presidente del comitato scientifico “Atrium” da anni impegnato nella valorizzazione del patrimonio architettonico e urbanistico dei regimi totalitaristici del ‘900.

La mostra è dedicata agli architetti e ingegneri italiani che hanno operato nelle colonie d’oltremare durante il fascismo,  in particolare dopo il 1936 quando, con la proclamazione dell’Impero, le linee operative e ideologiche che fino a quel momento avevano guidato la gestione e la progettazione dei territori mutarono rapidamente, obbligando i progettisti a interpretare gli ordini imposti dal regime che prevedevano grande attenzione per la difesa della razza, il controllo militare dei possedimenti e, soprattutto, l’autosufficienza agricola.

Nelle cinque sale in cui si articola l’esposizione vengono  trattati principalmente i lavori di due importanti architetti, Cesare Valle (autore, tra l’altro, dell’edificio che ospita la mostra) e Gherardo Bosio dei quali è possibile esaminare lucidi, fotografie, elaborati tecnici vari, planimetrie urbanistiche, piani regolatori delle città, disegni fatti a mano e anche progetti mai realizzati nelle colonie d’Africa. I lavori dei due architetti sono sati generosamente prestati dagli eredi e provengono dagli archivi rispettivamente di Firenze, quelli di Bosio, e di Roma quelli di Valle.

G. Bosio, Progetto di edifici e piazza del Fascio, Tirana, 1939-40

G. Bosio, Progetto di edifici e piazza del Fascio, Tirana, 1939-40

Cesare Valle, P.R.G., disegno per il Palazzo Vicereale di Addis-Abeba (Etiopia), 1939

Cesare Valle, P.R.G., disegno per il Palazzo Vicereale di Addis-Abeba (Etiopia), 1939

Il grande interesse della mostra è quindi motivato dal fatto che si è riusciti a trattare con efficacia argomenti complessi – rivelatisi tabù fino agli Settanta-Ottanta – ma ritenuti oggi fondamentali per scoprire “pezzi” del patrimonio architettonico italiano e figure professionali che hanno operato nelle colonie.

Nel contesto di un progetto finalizzato allo studio dell’illuminazione pubblica italiana tra le due guerre anche la Fondazione Neri si è confrontata recentemente con questi temi. In particolare la nostra indagine ha riguardato il Dodecaneso assimilato in quegli anni alla madrepatria anche nell’utilizzo di tipologie di pali molto simili, in alcuni casi addirittura identiche, compresi gli stessi materiali impiegati per realizzarli. Tra questi l’introduzione del cemento armato centrifugato ha rappresentato sicuramente la novità più significativa. Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati sul numero di Arredo & Città 1, 2017.

http://www.arredoecitta.it/upl/numeri/cv279/?NomeFile=cv279&TipoDocumento=1&L=IT

 

Architettura e urbanistica nelle

TERRE D’OLTREMARE

 Dodecaneso, Etiopia e Albania (1924-1943)

Forlì, Ex Gil, viale della Libertà n. 2

Da mercoledì a venerdì (16.30 – 19:00) ; sabato, domenica e 2 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19

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A passo lento: una nuova occasione per ricucire i territori

Posted by on apr 11, 2017 in Itinerari | 0 comments

Il percorso dell'autostrada ciclabile della Ruhr in Grmania

Il percorso dell’autostrada ciclabile della Ruhr in Germania

Accanto ad autostrade e ferrovie, le infrastrutture più lunghe e veloci, si stanno affermando in Europa percorsi paralleli che attraverso un mezzo di trasporto come la bicicletta consentono di riscoprire, in modo lento e diffuso, luoghi che da secoli caratterizzano la geografia, l’economia, e anche la storia stessa del “vecchio continente”. Itinerari che si sviluppano lungo le sponde dei fiumi, attraverso le dorsali montane e le valli, tra canali e acquedotti, sui tracciati millenari, come la via Francigena e l’Appia antica, “madre di tutte le strade”.

Molti di questi percorsi, già accessibili, rispondono alla domanda crescente di una nuova forma di turismo generando di conseguenza un virtuoso processo di riqualificazione dei territori. Nonostante ciò in Italia molto resta ancora da fare. Il paradosso più evidente è dato dal fatto che il nostro paese è innervato da una fitta rete di autostrade e ferrovie tali da garantire un’accessibilità ottimale alla quasi totalità del territorio, mentre manca quasi del tutto l’idea che le reti infrastrutturali debbano essere tra loro connesse in modo ottimale, anche attraverso collegamenti ciclabili.

La ciclabilità non va tuttavia intesa solo come opportunità di sviluppo per quei territori già dotati di una spiccata vocazione turistica, ma soprattutto come strumento per facilitare la mobilità delle persone  in tutti i contesti territoriali, anche per migliorare le connessioni tra periferia e centro.  In questo senso il caso tedesco della Ruhr è esemplare: una regione fortemente industriale, dove la ciclabilità è diventata fondamentale nella strategia di riqualificazione dell’intero territorio. Sono stati realizzati percorsi lungo i canali industriali e i fiumi per collegare, a fini turistici, importanti monumenti dell’archeologia industriale.

Un caso virtuoso che potrebbe ispirare un progetto di parco esteso all’intero territorio compreso tra i due grandi  poli di Torino e Milano, mettendo in luce un ambiente dove convivono attività industriali, natura, paesaggi agrari e luoghi tutelati dall’Unesco, ma anche infrastrutture, centri abitati e aree degradate che conservano tuttavia straordinarie potenzialità di sviluppo.

Ciclabile della Ruhr, tratto Henrichshuette-Hattingen

Ciclabile della Ruhr, tratto Henrichshuette-Hattingen

La pista ciclabile del Parco delle Groane a nord di Milano

La pista ciclabile del Parco delle Groane a nord di Milano

Itinerario ciclabile sull'Appia antica "Regina viarum"

Itinerario ciclabile sull’Appia antica, “Regina viarum”

 

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In viaggio sulle ferrovie storiche

Posted by on mar 29, 2017 in Itinerari | 0 comments

La più gettonata è la spettacolare linea Sulmona-Carpinone in Abruzzo, la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”. Seguono le regioni dove esistono e sono stati recentemente recuperati tracciati storici di particolare interesse come le ferrovie del Lago in Lombardia, quelle della Val d’Orcia in Toscana, dei Templi in Sicilia, della Valsesia e Tanaro in Piemonte, la ferrovia Irpina in Campania.

Cresce sempre di più in Italia l’interesse per le tratte ferroviarie e per i treni storici con ben 26.000 turisti che hanno scelto questo modo di viaggiare nel 2016. I rotabili d’epoca, restaurati e utilizzati dalla Fondazione FS sono suddivisi tra locomotive a vapore, automotrici, locomotive diesel ed elettriche, mentre le carrozze d’epoca comprendono principalmente i modelli “Centoporte” (1928), “Corbellini” (1933) e “Terrazzini” (1931, 1959, 1969).

Record di visite anche per il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (NA) grazie alla bellezza dei suoi spazi sia interni, con le imponenti architetture ottocentesche perfettamente restaurate, che esterni con il giardino e le terrazze aperte sul Golfo di Napoli. L’intero complesso, sorto nel lontano 1842, venne adibito a ospitare fucine, ferriere e poi fonderie con l’obiettivo di costruire macchine a vapore e addestrare macchinisti al fine di dotare il Regno di Napoli di collegamenti sempre più moderni ed efficienti.

Il primato di quest’area risale a qualche anno prima, esattamente al 1839, quando Ferdinando II di Borbone inaugurò la prima tratta ferroviaria italiana: la Napoli-Portici che consentiva all’illuminato sovrano di raggiungere velocemente la sua reggia di “villeggiatura”, sita appunto a Portici, partendo dalla capitale del Regno. Nel 1853 il Reale Opificio Meccanico di Pietrarsa era ormai completo in tutti i suoi reparti di lavorazione e si apprestava a divenire il primo nucleo industriale della Penisola, procedendo di oltre 40 anni la fondazione della Breda e di ben 57 quella della Fiat.

Museo Nazionale di Pietrarsa (NA), sala locomotive

Museo Nazionale di Pietrarsa (NA), sala locomotive

Pietrarsa, sala delle costruzioni (destra) e officina delle locomotive (sinistra)

Pietrarsa, sala delle costruzioni (destra) e officina delle locomotive (sinistra)

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Giornate FAI di primavera, 25-26 marzo 2017

Posted by on mar 23, 2017 in Itinerari | 0 comments

Le Giornate FAI di primavera compiono venticinque anni. Era il 1993 quando per la prima volta vennero aperti una cinquantina di siti, per lo più sconosciuti al grande pubblico. Per celebrare il prestigioso compleanno il Fondo per l’Ambiente Italiano offre a tutti, nel prossimo fine settimana, la possibilità di visitare 1000 luoghi interessanti.

Il successo di queste iniziative, cresciuto di anno in anno, è dovuto all’idea di associare la scoperta alla partecipazione, la libertà di conoscere bellezze normalmente non fruibili. Per l’occasione è stato inoltre rilanciato con forza il progetto “Casa Italia” il cui obiettivo è l’impegno alla salvaguardia del paesaggio e della periferia urbana intesa non in rapporto alla distanza dal centro: quel “rammendo delle periferie” a cui sta lavorando ormai da tempo l’architetto Renzo Piano (il tema della riqualificazione delle periferie è stato ampiamente trattato anche sulla rivista Arredo&Città n. 2, 2016 http://www.arredoecitta.it/upl/numeri/cv278/?NomeFile=cv278&TipoDocumento=1&L=IT#).

Altro focus della XXV edizione è l’attenzione particolare rivolta ai piccoli borghi in modo da “allentare la pressione” sulle grandi città d’arte e, soprattutto, ai luoghi colpiti dal recente terremoto.

Quanto ai numeri si potranno ammirare 280 luoghi di culto, 260 palazzi e ville, 90 piccoli musei, archivi e biblioteche, 70 castelli, 51 borghi.  Località sparse da Nord a Sud, senza trascurare lo straordinario patrimonio insulare, come ad esempio la “Tonnara del Secco” a San Vito Lo Capo (Trapani) entrata in funzione con un permesso di Ferdinando di Borbone del 1412 e recentemente utilizzata come set per film tra cui la serie tv del “Commissario Montalbano”.

Anche il comune di Longiano (FC) aderisce alle Giornate Fai di Primavera dedicate quest’anno, così come in tutto il comprensorio cesenate, al tema della seconda guerra mondiale. In particolare i luoghi scelti sono la Biblioteca storica “Lelio Pasolini” e il Rifugio Bellico. Istituita nel 1647 la Biblioteca, solitamente chiusa al pubblico, custodisce più di 10.000 volumi, tra cui le preziose Cinquecentine e gli Statuti quattrocenteschi del Comune. Il Rifugio Bellico, scavato dai longianesi dalla primavera al settembre 1944, venne utilizzato come riparo dai bombardamenti degli Alleati all’avvicinarsi del fronte, e poteva contenere sino a 2000 persone. All’interno sono custoditi reperti bellici ritrovati in zona.

Per l’occasione è stata realizzata una mappa del centro storico di Longiano  in cui  sono segnalati tutti i musei della città aperti il 25 e 26 marzo dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.00: tra questi anche il Museo Italiano della Ghisa, collocato nella chiesetta di Santa Maria delle Lacrime, pronto ad accogliere tutti coloro che vorranno approfondire il tema dell’arredo urbano ottocentesco e dell’arte industriale.

Info: Ufficio Turistico di Longiano tel. 0547 665484; Ufficio Cultura tel. 0547 666458

http://www.comune.longiano.fc.it/home/-/asset_publisher/AjdlcCE9ehb8/content/giornate-fai-di-primavera

Longiano, Museo Italiano della Ghisa, dettaglio di due candelabri ottocenteschi per l'illuminazione pubblica

Longiano, Museo Italiano della Ghisa, dettaglio di due candelabri ottocenteschi per l’illuminazione pubblica

 

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Terme, benessere e cultura!

Posted by on mar 7, 2017 in Itinerari | 0 comments

 

Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro (FC)

Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro (FC)

Con 380 stabilimenti diffusi in 19 regioni, 65 mila addetti e 3 miliardi di fatturato il settore termale rappresenta la colonna portante dell’industria turistica italiana. È quanto emerge dal convegno “Il futuro dell’albergo termale” organizzato lo scorso 21 febbraio ad Abano Terme. L’evento, promosso da Federterme-Confindustria, Associazione Italiana Confindustria Alberghi e Confindustria Veneto, è servito per ridisegnare le strategie dell’offerta termale, soprattutto per i mercati internazionali, lanciando un forte segnale a sostegno di tutte le imprese che operano nel settore. Al tavolo tecnico si è discusso di temi inerenti le concessioni estrattive delle acque termali, l’ opportunità dei finanziamenti europei, i crediti agli standard di qualità scientifica.

Le terme rappresentano non solo un mix tra terapia, cura preventiva e benessere fisico ma sempre di più anche un luogo nel quale è possibile “rigenerare la mente”. A favorire questo aspetto è il fatto che i complessi termali sono spesso, per storia e architettura, luoghi particolarmente idonei a ospitare al loro interno eventi, manifestazioni, appuntamenti di carattere culturale.

Emblematico è il caso in Emilia-Romagna di Castrocaro Terme (FC) la cui rinascita è stata favorita dall’aver già da anni fortemente creduto e investito in questo progetto. Le acque curative della graziosa cittadina alle porte di Forlì, conosciute fin dall’epoca romana, sono tra le più ricche in natura di sali minerali e i rinomati “bagni di fango” altamente terapeutici risalgono al 1938, quando lo stesso Principe Umberto di Savoia inaugura un grande complesso termale costituito dallo Stabilimento Bagni, dal Grande Albergo e dal Padiglione delle Feste. Quest’ultimo edificio rappresenta un’opera architettonica di grande pregio, armonicamente inserita in un parco di otto ettari, cui presta la sua attività l’artista Tito Chini che, oltre al ruolo di decoratore, assume anche quello di progettista e architetto dando origine a una delle architetture razionaliste più eleganti, ma soprattutto a una delle massime espressioni del Déco Italiano.

Manifesto pubblicitario delle Terme di Castrocaro

Manifesto pubblicitario delle Terme di Castrocaro

Il Padiglione delle Feste è diventato nel corso degli anni teatro di importanti mostre: per il 2017 si è pensato ad un progetto collegato all’evento “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia” che si sta svolgendo in contemporanea presso i Musei di San Domenico a Forlì. La mostra di Castrocaro “Magiche atmosfere Déco” riunisce un centinaio di opere capaci di dialogare e interagire con le sue meravigliose architetture in quanto frutto del medesimo stile: il Déco. Alcune fusioni in ghisa per ringhiere e disegni di oggetti di arredo urbano (lampioni e orologi stradali) firmati dall’artista romano Duilio Cambellotti sono di proprietà della Fondazione Neri – Museo Italiano della Ghisa che con grande piacere li ha messi a disposizione per l’allestimento di questa mostra.

Atrio del Padiglione delle Feste

Atrio del Padiglione delle Feste

Adolfo Busi, Donna con Pierrot, pochoir su carta, 1926

Adolfo Busi, Donna con Pierrot, pochoir su carta, 1926

Duilio Cambellotti, Orologi stradali da muro, bozzetto, 1925, Fondazione Neri - MIG

Duilio Cambellotti, Orologi stradali da muro, bozzetto, 1925, Fondazione Neri – MIG

 

 

Magiche Atmosfere Déco

Castrocaro Terme (FC), Padiglione delle Feste

18 febbraio –  2 luglio 2017

Sabato, domenica e festivi 10:00 – 19:00

Dal lunedì al venerdì su appuntamento: +39 0543 767114

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