Riqualificazione spazi urbani

Concorso di idee per riqualificare le periferie 2017

Posted by on lug 6, 2017 in Riqualificazione spazi urbani | 0 comments

Il 9 luglio prossimo scade il bando, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero, in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti, indirizzato ai Comuni, chiamati a segnalare le aree periferiche nelle quali promuovere attività di riqualificazione urbana.

Il concorso di idee, giunto alla seconda edizione (la prima risale al 2015) è rivolto nello specifico ai comuni italiani, singoli o riuniti in associazioni, le cui proposte dovranno riguardare:

  • Riutilizzo di luoghi e di strutture edilizie esistenti per finalità di interesse pubblico
  • Adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali, culturali, educativi e didattici 
  • Interventi di miglioramento della qualità del decoro urbano

Tra gli elementi di valutazione delle proposte, per i quali è previsto un significativo punteggio, vi è l’impegno da parte dei Comuni interessati ad affidare le fasi successive della progettazione al vincitore del concorso.

La selezione dei vari progetti spetta a un comitato scientifico composto da rappresentanti della Direzione Generale del Ministero, del Consiglio Nazionale degli Architetti e dell’Anci. La commissione selezionerà le proposte entro il 14 luglio, data in cui sarà pubblicata la graduatoria finale dei dieci Comuni selezionati.

È importante che il Ministero per il secondo anno rivolga la sua attenzione alle periferie, di cui anche noi ci siamo recentemente occupati, ed è significativo che tra gli ambiti di intervento ci sia anche il decoro urbano, del quale da tempo sosteniamo l’importanza, ai fini di una più alta qualità degli spazi pubblici.

http://www.arredoecitta.it/upl/numeri/cv278/index.html

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Da GRA a GRAArt

Posted by on mag 29, 2017 in Riqualificazione spazi urbani | 0 comments

Un’opera d’arte collettiva ha iniziato a trasformare il GRA (Grande Raccordo Anulare). L’idea è stata quella di affidare a 10 urban artist internazionali, guidati da David Diavù Vecchiato –  esponente di spicco in Italia e fondatore di MURo (Museo di Urban Art della Capitale) – la commissione di un’opera che cambi pelle alla gigantesca infrastruttura percorsa ogni anno da 58 milioni di veicoli.

Le aree interessate dal progetto sono diverse, tanto da far pensare alla creazione di un vero e proprio itinerario culturale che collega il centro con la periferia in una sorta di museo a cielo aperto. L’iniziativa unisce in modo originale e innovativo tre elementi-cardine dell’attività culturale condotta negli ultimi anni: la riqualificazione delle periferie, l’attenzione nei confronti dell’arte contemporanea (compresa la valorizzazione dei nuovi talenti e della creatività), il coinvolgimento delle imprese.

Per un progetto diffuso come quello del GRAArt, che interessa aree e quartieri anche molto diversi fra loro il direttore artistico Vecchiato ha immaginato un’opera d’arte collettiva in funzione della quale ogni artista, prima di intervenire fisicamente sul muro, sia spinto alla ricerca dell’identità del territorio per essere ispirato dalle informazioni raccolte (storie, aneddoti, leggende) e trasferirle  “sull’inedita tela”.

Gli artisti coinvolti provengono da tutte le parti del mondo e ogni opera è corredata di una targa con un codice QR che permette al visitatore di accedere al sito web dedicato al progetto per leggere la storia che ha ispirato il murale e la bibliografia dell’artista.

D. Diavù Vecchiato, Enea, Anchiese e...

D. Diavù Vecchiato, Enea, Anchiese e…

Tra le tanti immagini raffigurate una, in particolare, ha stuzzicato il nostro interesse trattandosi della riproduzione in dimensioni gigantesche del “nasone”, la tipica fontanella pubblica romana qui rivista nel ruolo imponente di obelisco egizio. Il nasone rappresentato nel murale è il punto d’arrivo dell’acqua che proveniva dagli acquedotti, il simbolo della distribuzione gratuita dell’acqua, monumento ‘democratico’ per eccellenza, forse l’unico tra gli elementi di arredo urbano uguale in centro come nelle periferie. E quel gioco delle due cannelle che mandano più acqua da una parte e meno dall’altra dà all’opera quel sapore ironico-grottesco tipico del carattere romanesco.

Mauro Pallotta (Maupal), Obelisco Nasone

Mauro Pallotta (Maupal), Obelisco Nasone

Dettaglio della fontanella pubblica di Roma detta "il nasone"

Dettaglio della fontanella pubblica di Roma detta “il nasone”

 

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Una nuova battaglia sul ponte di Bassano

Posted by on mag 16, 2017 in Riqualificazione spazi urbani | 0 comments

“Sul ponte di Bassano noi ci darem la mano ed un bacin d’amore”. Il contesto è quello della prima guerra mondiale e il protagonista della canzone cara agli alpini è appunto il soldato che parte per il fronte. Oggi, in tempo di pace, lo storico ponte ligneo progettato da Andrea Palladio nel 1569 sta vivendo un altro momento drammatico.

Alla base della contesa è il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e la ditta incaricata dei lavori di restauro che ritiene il progetto, redatto dall’Università di Padova, non sicuro, tale da esporre a rischio di crollo l’intera struttura. Nel mirino, in particolare, c’è la realizzazione di una passerella con travi metalliche da caricare proprio sulla struttura in legno esistente: una sorta di ponte nel ponte. La replica “dall’altra parte del Brenta” è affidata all’assessorato ai Lavori pubblici del Comune il quale sostiene che il progetto sia invece sicuro e che si possa procedere.

Il ponte intanto è stato privato delle storiche tegole di cotto che ricoprivano il tetto in legno, asportate per alleggerire il peso e fermare il cedimento. Il cantiere comporta anche la deviazione del fiume Brenta per consentire di rinforzare le fondamenta: un’azione da avviare prima possibile perché la stagione estiva è quella che fa registrare il livello più basso del fiume. Ma a due mesi dall’inizio dei lavori di ripristino e consolidamento, la ditta incaricata si è fermata e si rifiuta di andare avanti; il Tar ha accolto il suo ricorso e i lavori sono stati bloccati. E’ di qualche giorno fa la notizia che la decisione finale del tribunale amministrativo regionale è attesa per l’8 luglio prossimo.

Non resta che aspettare, auspicando che la sopravvivenza di un monumento storico così caratteristico per la città e per l’Italia non resti invischiata ancora una volta tra le maglie della giustizia amministrativa.

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M 15 = RIGENERAZIONE SOSTENIBILE

Posted by on feb 22, 2017 in Riqualificazione spazi urbani | 0 comments


Un intervento per riportare in vita uno spazio industriale dismesso (alla fine degli anni Ottanta) e degradato. A Verona è in fase di ultimazione il progetto M15, un caso interessante di rigenerazione sostenibile che ha per oggetto gli ex Magazzini Generali di inizio ‘900.

Per interi decenni il luogo ha rappresentato il cuore pulsante del commercio cittadino, il punto di arrivo e di stoccaggio di tutte le merci prima del loro successivo smistamento. Uno spazio composto da vari edifici e sviluppato su una superficie molto vasta, vicino alla centralissima fiera, facilmente riconoscibile soprattutto per la presenza della stazione frigorifera, l’architettura in assoluto più suggestiva, caratterizzata da una grande base circolare contenente la sala macchine e le celle refrigeranti.

Il piano di riqualificazione, guidato dal professor Mario Botta e coordinato da Paola Ravanello, è stato promosso dall’Ordine degli Architetti di Verona intenzionato a trasferire la propria sede all’interno degli edifici recuperati.

Nello specifico gli ex magazzini 15, 16 e 17 sono stati oggetto di un paziente e meticoloso  recupero, prima di tutto culturale, che si è tradotto nella valorizzazione del ruolo storico delle strutture e quindi nel mantenimento pressoché invariato della loro forma esterna.

I progettisti hanno optato per la convergenza tra il progetto architettonico e il progetto strutturale, scegliendo di lasciare a vista le opere strutturali per renderle componente attiva nella percezione d’insieme degli edifici e parte integrante del progetto stesso.

Lo schema compositivo si basa su una geometria chiara e ben riconoscibile: l’accentuato sviluppo longitudinale degli edifici è stato assecondato dall’introduzione di una spina centrale costituita da una serie di pareti in calcestruzzo armato intervallate dai nuovi vani scala, blocchi monolitici anch’essi in calcestruzzo armato a vista.  La scelta del legno per contenere le componenti impiantistiche è stata invece  dettata dalla volontà di enfatizzare il contrasto con l’involucro storico in muratura e i nuovi sostegni in cemento.

Il risultato ottenuto non solo ha permesso di riportare in vita ma ha anche di trasformare il passato glorioso di questo luogo in uno spazio condensatore di memoria, in un punto nevralgico e vettore di trasformazione per tutta la città di Verona. M15 ospiterà infatti i Magazzini delle Professioni: la nuova sede, presso il Magazzino 15, riunisce già tre ordini (Architetti, Commercialisti, Consulenti del lavoro) e nel prossimo futuro sarà a disposizione di altre professioni, a testimonianza di un nuovo modo di lavorare, ma anche di abitare e vivere gli spazi urbani storici di grande valore e pregio architettonico.


 

 

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