I “ghisa”: lo strano soprannome dei vigili urbani di Milano

Posted on mag 10, 2013

curiosita-ghisa1Potrà sembrare davvero strano a chi non è del posto, ma è davvero così: a Milano i vigili urbani vengono tuttora soprannominati  i “ghisa”. Si tratta di un nomignolo nato nella seconda metà dell’ottocento e che nella città lombarda è rimasto un affettuoso appellativo per i tutori dell’ordine cittadino.

Tutto è cominciato nel giugno del 1860 quando l’allora sindaco di Milano, Beretta, indisse un concorso per la creazione del Corpo. Si era concluso il periodo della dominazione austriaca, ma la città aveva grandi problemi di ordine pubblico. Il primo gruppo di vigili che si costituì nella capitale lombarda era composto inizialmente  da 50 sorveglianti a cui fu affidato il compito di vigilare sulle strade e mantenere l’ordine pubblico nella città.

La loro uniforme  prevedeva un cappello di feltro con intarsi di pelle nera a forma di alto cilindro. Questo particolare  copricapo offrì un ottimo spunto per gli abitanti di Milano che lo ribattezzarono immediatamente “canun de stua” che in milanese vuol dire proprio  tubo o “cannone” della stufa. Il nuovo corpo di vigilanti si fece subito apprezzare dai milanesi che grazie a loro si sentirono maggiormente protetti.

Nel 1898, a seguito dei sanguinosi moti di Milano, l’ordine dei vigili urbani fu riformato e cambiò anche la loro divisa. Il cappello a cilindro fu sostituito da un elmo realizzato in sughero, ma ricoperto da un panno nero. Tale nuovo copricapo conferiva ai vigili un aspetto davvero marziale ed imponente: l’obiettivo era proprio quello di rendere la divisa più simile ad un’armatura in modo da incutere timore nei cittadini più facinorosi. E’ proprio il nuovo copricapo di sughero, ritenuto dai milanesi erroneamente di metallo, che fece nascere per i vigili urbani l’appellativo di “ghisa”. Secondo altri invece  questo appellativo deriverebbe dallo stemma metallico che era posizionato sul caschetto.

Qualunque sia stato in realtà l’origine del soprannome, il richiamo alla lega di ferro e carbonio ci fa capire come nell’ ottocento la ghisa fosse ampiamente conosciuta e diffusa. Inoltre erano sicuramente già ben note le sue caratteristiche di robustezza e consistenza che ben si coniugavano con l’aspetto austero dei vigili urbani della Milano di due secoli fa.

[Photo credits: www.museoitalianoghisa.org]

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