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“In Magna Grecia sulla Ciclovia”

Posted by on set 19, 2019 in Itinerari | 0 comments

 

Sarà la più grande ciclovia del Mediterraneo. Il progetto, approvato in via definitiva dal Ministero delle Infrastrutture, coinvolge la Calabria (ente capofila), la Basilicata e la Sicilia.

La Ciclovia della Magna Grecia, questo il suo nome in quanto attraversa i territori sui quali si insediarono i coloni greci provenienti dalla madrepatria tra l’VIII e il V sec. a.C.  È stata inserita nell’elenco delle dieci piste che andranno ad unire tutta l’Italia in un unico “Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche”, il cui compito è quello di trovare e mettere a disposizione le risorse finanziarie per la progettazione e realizzazione degli itinerari destinati al movimento lento in bicicletta, fenomeno in grande espansione anche nel nostro paese.

Si tratta di un percorso di oltre 1000 km che parte dal versante Tirrenico (Maratea) e scende fino a Reggio Calabria, da dove è possibile prendere due diverse direzioni: una risale la Calabria lungo la costa ionica fino a Metaponto, l’altra, dopo aver attraversato lo stretto di Messina, si spinge fino a Pozzallo, toccando i centri di Catania, Siracusa e Pachino. In Calabria un collegamento trasversale metterà in comunicazione i “due mari”.

 

La ciclovia rappresenta per il Sud – Calabria in particolare – un’idea innovativa, attrattiva ed ecosostenibile. Il mare da solo non basta a far crescere il turismo, è necessario puntare sempre più sull’immenso patrimonio culturale e naturalistico che questo territorio può offrire; la bicicletta rappresenta senza dubbio una straordinaria alternativa ai mezzi di trasporto “tradizionali” per poterlo conoscere a apprezzare  da vicino.

Le novità non finiscono qui. La Ciclovia della Magna Grecia è già parte integrante di uno scenario programmatico e strategico più ampio, che vede questa infrastruttura inserita negli itinerari ciclabili di lunga percorrenza che interessano l’intero territorio europeo. Costituisce, nello specifico, la parte terminale dell’itinerario Eurovelo 7, che attraversa il Continente per 7.400 chilometri lungo la direttrice nord-sud da Capo Nord, in Norvegia, fino all’isola di Malta, passando per Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Italia. Questa rete si compone di elementi lineari (itinerari o percorsi) e di elementi puntuali (nodi), funzionali a possibili e diversificate modalità di fruizione.

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Un incontro inaspettato!

Posted by on set 9, 2019 in Arredo Urbano, Itinerari, Luce | 0 comments

Oggi è considerato un mestiere estinto, eppure bastano pochi passi nella Città Vecchia per constatare con i propri occhi che un esponente di questo lavoro, un tempo rispettabilissimo, esiste ancora. La città è la polacca Breslavia e il protagonista è il lampionaio, un omone alto e grosso che, alle dipendenze del Comune, ogni giorno accende e spegne da solo 103 lampioni funzionanti, come nell’Ottocento, a gas.

È affascinante osservarlo in azione avvolto nella sua livrea – mantello nero e cappello in testa -  mentre stringe in mano il lungo bastone che ha la doppia funzione di spostare la leva di apertura del flusso del gas, posta alla base delle lanterne, e di accendere le fiammelle al loro interno. Cammina a passo deciso e si ferma solo pochi secondi sotto ogni lampione; poiché sono più di cento, il lavoro deve essere terminato prima che faccia completamente buio.

Il lampionaio di Breslavia

Il lampionaio di Breslavia

Negli ultimi anni la sua fama e popolarità sono andate aumentando al punto da diventare una delle principali attrazioni turistiche di Breslavia (Wroclaw in polacco), capitale storica della Slesia.

Ostrów Tumski, antica isola sul fiume Oder, oggi saldata alla terraferma, è il quartiere più antico, pittoresco e tranquillo della città. Qui si concentrano alcuni dei monumenti simbolo, come la Cattedrale di San Giovanni Battista, ma è tutta l’area a conservare l’aspetto e il fascino del borgo medievale con la sua atmosfera incantata e le strade acciottolate.

Breslavia, Ostrów Tumski

Breslavia, Ostrów Tumski

Per godere appieno della sua magia non si può mancare la passeggiata serale in ulica (via) Idziego, illuminata da una miriade di luci a gas, le stesse che si ritrovano anche alle due entrate del Ponte Tumsky, costruito in ferro e rinomato per lo scorcio romantico sul fiume.  A quest’ora il lampionaio è già rincasato, ma qua sono tutti certi che riprenderà la sua attività alle prime luci del nuovo giorno.

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Le fontane “gemelle”

Posted by on lug 31, 2019 in Arredo Urbano, Il mondo della ghisa | 0 comments

Nel 1863, in occasione delle celebrazioni per il matrimonio del principe Alberto (divenuto successivamente re con il nome di Edoardo VII), venne eretta a Northampton, nella centralissima Market Square, una fontana monumentale in fusione di ghisa, alta ben 14 metri.

L’opera, straordinaria, si componeva di un grande basamento artistico che fungeva sia da supporto alle quattro vasche per la raccolta dell’acqua, sia da sostegno a un’elaborata e slanciata colonna terminante con una lanterna alimentata a gas e impiegata per illuminare l’intero manufatto. La fontana è rimasta in piedi per un secolo dopo di che, causa l’incuria, il degrado e anche gravi atti vandalici, è stata demolita  nel 1962 perchè ritenuta non più sicura.

La fontana collocata al centro di Market Square a Northampton (Inghilterra), cartolina storica

La fontana collocata al centro di Market Square a Northampton (Inghilterra), cartolina storica

Di recente ci è giunta notizia che in India, per la precisione a Mumbai, sopravvive un esemplare gemello realizzato nel 1867 in onore di Sir William Robert Seymour Vesey-Fitzgerald, ex governatore britannico di Bombay, e per questo conosciuta anche con l’appellativo di “Fontana Fizgerald”. Originariamente era collocata all’incrocio di Metro HINOX Cinema, mentre oggi si trova nell’area prospiciente il Dr. Bhau Daji Lad Museum, il Museo dedicato alla storia della città di Mumbai.

Lo stretto legame che intercorre tra i due monumenti è stato svelato qualche anno fa quando il team di restauratori incaricati del recupero si è avvalso della collaborazione dell’archeologo industriale Peter Perkins le cui indagini hanno permesso di risalire alla fonderia produttrice: la Eagle Foundry, la stessa che ha realizzato il modello identico di Northampton, e che, tra l’altro, era originaria proprio della città inglese.

La fontana indiana di Mumbai - © Dr. Bhau Daji Lad Museum

La fontana indiana di Mumbay – © Dr. Bhau Daji Lad Museum

Nel frattempo i lavori di restauro avviati sulla fontana di Mumbay stanno procedendo e si prevede di poterla ricollocare entro la fine dell’anno sul luogo d’origine. Per quanto riguarda quella di Northampton, invece, cresce da parte della cittadinanza il desiderio – che per ora rimane solo un sogno – di poterla ancora ammirare nella principale piazza cittadina. Oggi al suo posto sorge un semplice e anonimo bacino circolare in pietra, mentre a ricordo del pregevole manufatto in ghisa resta solo una targa in fusione conservata presso il locale Park Museum.

Nothampton, la vasca in pietra di Market Square. Il manufatto ha sostituito la monumentale fontana  demolita nel 1962

Nothampton, la vasca in pietra di Market Square. Il manufatto ha sostituito la monumentale fontana demolita nel 1962

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Un gioiello Liberty nelle Marche

Posted by on lug 23, 2019 in Itinerari | 0 comments

Posta a mezza costa tra il mare e il borgo storico di Civitanova Alta (MC), Villa Conti è un complesso di edifici distribuiti all’interno di un vasto parco impreziosito da pregevoli essenze arboree. Il luogo nasce nella seconda metà dell’Ottocento come dimora agricola per il controllo dei vasti possedimenti terrieri della nobile famiglia Conti, originaria della cittadina di Fiastra. Ma è all’inizio del ‘900 che la villa si trasforma in una residenza di villeggiatura e di mondanità che accoglie personaggi dell’alta aristocrazia romana. Vi trovano ospitalità politici ed artisti, tra i quali anche il famoso soprano Francisca Solari, divenuta poi successivamente la seconda moglie del proprietario Pier Alberto Conti.

Il progetto di sistemazione del parco, e di tutti gli edifici annessi, è affidato all’architetto bolognese Paolo Sironi che, oltre a eseguire lavori di ritocco sulle strutture già esistenti, interviene realizzando, tra il 1907 e il 1910, la sua opera più importante: Villa San Michele, l’esempio in assoluto più significativo del Liberty marchigiano.

Villa San Michele, 1907-10

Villa San Michele, 1907-10

Le facciate dell’edificio, di uno sgargiante eclettismo, sono arricchite da decori in pietra artificiale di colorazione variabile dal grigio al bianco che riprendono i temi tipici del nuovo stile. D’interesse particolare risultano il portale a forma di cuore rovesciato, i bow-windows poligonali, l’elegante torretta angolare.

Ma le meraviglie riguardano anche l’uso sapiente del metallo, lavorato in modo così squisito da trasformarne la severità e la pesantezza in un tripudio di linee curve che evolvono in decori ispirati al mondo vegetale e floreale. Un fenomeno riconoscibile, soprattutto, negli elementi che compongono le ringhiere dei balconi, ma anche nell’intelaiatura metallica del grande portone d’ingresso. Pezzi unici e sorprendenti sono anche i candelabri su balaustra, realizzati sempre in ferro, che ancora oggi illuminano la parte di giardino prospiciente l’edificio. Bellissimo il decoro – una sorta di mazzo di fiori – posizionato a metà della colonna, così come la cima a quattro luci, davvero singolare.

Candelabri Liberty nel giardino di Villa San Michele

Candelabri Liberty nel giardino di Villa San Michele

Dal 1968 l’intero complesso appartiene ai Salesiani, ma sembra che di recente sia stato inserito nell’elenco delle proprietà da dismettere allo scopo di ridurre i costi di gestione. Il parco è comunque aperto al pubblico e dall’esterno la villa può essere ammirata in tutto il suo splendore.

Dove:

Villa Conti, via San Michele 64

Civitanova Marche (MC)

Portale d'ingresso

Portale d’ingresso

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L’energia raccontata

Posted by on lug 17, 2019 in Itinerari | 0 comments

©Dotdotdot

©Dotdotdot

La luce chiara del mattino rende la vista davvero unica e suggestiva. A volerla fu l’industriale del cotone Cristoforo Benigno Crespi per alimentare l’innovativa fabbrica-villaggio di Crespi d’Adda a pochi chilometri da qui. Protagonista di questo itinerario è la centrale Taccani, di proprietà dell’ENEL, perfettamente conservata e ancora attiva. Considerata una delle più belle centrali idroelettriche italiane, fa parte di quegli stabilimenti, sorti tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 lungo le sponde del fiume Adda, per sfruttare la forza delle acque e produrre l’energia necessaria al funzionamento di diverse manifatture, nonché all’illuminazione di Milano.

L’opera reca la firma dell’architetto Gaetano Moretti che, utilizzando la caratteristica pietra locale detta “ceppo dell’Adda” e ispirandosi alle forme della sovrastante torre viscontea (1370), riuscì a dar vita nel 1906 a un vero capolavoro in stile Liberty, di grande armonia compositiva, perfettamente integrato nell’ambiente fluviale.

Centrale Taccani, Trezzo sull'Adda (MI)

Centrale Taccani, Trezzo sull’Adda (MI)

Dallo scorso 29 giugno l’edificio è stato trasformato nella prima centrale idroelettrica interattiva aperta al pubblico. Il progetto, promosso da Enel Green Power e curato da Dotdotdot e Storyfactory, consiste in un percorso interattivo e multimediale che attraverso una serie di pannelli guida i visitatori all’interno di un mondo complesso, spesso impenetrabile per chi non è esperto del settore. L’obiettivo è diffondere la conoscenza sui vari aspetti che riguardano l’energia, dalla produzione al suo ampio e diversificato utilizzo; un’attenzione particolare è riservata alla cultura della sostenibilità.

La centrale Taccani diventa in questo modo un luogo di intrattenimento e di formazione che porta a scoprire le cinque fonti di energia rinnovabile e cioè, oltre all’idroelettrica, la geotermica, l’eolica, la marina e la solare.
Durante l’affascinante viaggio è possibile dare forma all’energia e addirittura stabilire un dialogo con essa ponendo domande e ricevendo risposte da una voce “umana” elaborata da un algoritmo. Alla prima giornata di apertura, il 29 giugno scorso, seguiranno quelle dell’11 agosto, 8 settembre e 6 ottobre 2019.

Centrale idroelettrica Alessandro Taccani
Via Barnabò Visconti, 12
Trezzo sull’Adda (MI)
per informazioni sulle visite – info@prolocotrezzo.com

 

Veduta della Centrale con la torre viscontea sullo sfondo

Veduta della Centrale con la torre viscontea sullo sfondo

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