Quell’Esposizione che cambiò Bologna

Posted on mag 22, 2018

130 anni fa, il 6 maggio 1888, si inaugurava a Bologna, alla presenza dei reali e del Presidente del Consiglio Francesco Crispi, un evento di tale portata da cambiare per sempre il volto della città. Furono i Giardini Margherita ad ospitare la Grande Esposizione Emiliana articolata in tre settori: Musica, Belle Arti, Agricoltura-Industria, con i padiglioni che si rifacevano ad uno stile esotico e naturalistico.

In quello principale, immerso nel verde, sono illustrati gli indirizzi agricoli e industriali delle province emiliane: emerge il ruolo dell’industria a supporto dei processi di trasformazione e conservazione degli alimenti (da segnalare la ditta Zamboni & Troncon che realizza le prime macchine per la fabbricazione di paste alimentari, in primo luogo proprio del tortellino, uno fra i più rinomati prodotti bolognesi).

L’altro grande comparto è rappresentato dalla meccanica che vede il rafforzamento di due aziende già presenti sul territorio: le Officine Calzoni e lo Stabilimento Meccanico e Fonderia Gaetano Barbieri, entrambe orientate verso la produzione di impianti elettrici, turbine idrauliche, pompe e compressori per la refrigerazione. Rinomata è pure la Maccaferri, dal 1879 impegnata nella costruzione di gabbie di ferro per argini e catene per il rinforzo degli edifici pericolanti.

Ma all’Esposizione bolognese c’è spazio pure per l’arredo urbano: a dominare la scena è la monumentale fontana in cemento al centro del piazzale, una delle opere più note dello scultore Diego Sarti  (1859-1914). Ultimata proprio in occasione del grande evento riscosse un tale successo da essere poi successivamente ricollocata in pianta stabile nei Giardini della Montagnola, vicinissima all’altra fontana, quella della “Ninfa”, altro capolavoro del Sarti, questa volta però in marmo, posta dal 1896 al centro della scalinata della Montagnola.

Diego Sarti, la fontana  in cemento nel piazzale dell'Esposizione Emiliana, Bologna, Giardini Margherita, 1888

Diego Sarti, la fontana in cemento nel piazzale dell’Esposizione Emiliana, Bologna, Giardini Margherita, 1888

Ad illuminarla di notte provvedevano, allo stesso modo di oggi, splendidi candelabri in ghisa realizzati proprio nello stesso anno dalla Gaetano Barbieri di Castel Maggiore e di cui il MIG vanta il privilegio di esporre nella sua collezione due esemplari: uno di dimensioni più contenute a 4 luci e l’altro decisamente più imponente a 5 luci.

Bolonga, Scalea della Montagnola con la fontana in marmo del Sarti e i candelabri artistici della Barbieri

Bolonga, Scalea della Montagnola con la fontana in marmo del Sarti e i candelabri artistici della Barbieri

MIG, candelabro originale in ghisa proveniente dalla Montagnola di Bologna

MIG, candelabro originale in ghisa proveniente dalla Montagnola di Bologna

 

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