Ridisegnare Parigi

Posted on feb 1, 2018

 

153 progetti finalisti per 55 aree diverse. Al Pavillon de l’Arsenal di Parigi sono in mostra, fino al 4 marzo prossimo, gli esiti del concorso Inventons la Métropole du Grand Paris che ridisegnerà completamente il volto della città.

Il progetto ha preso le mosse dalle numerose ipotesi di incremento abitativo avanzate negli ultimi anni e riconducibili sostanzialmente a due tipologie di intervento molto diverse tra loro: densificazione o espansione. La prima è risultata difficile, se non impossibile da percorrere, poiché Parigi è già una delle città più dense al mondo e gli interventi in questa direzione risulterebbero del tutto invasivi; più semplice e realizzabile l’espansione nel territorio, una politica urbana in corso già da cinquant’anni e che ha prodotto, però, anche veri disastri, come i quartieri ghetto-popolari che circondano la città. Per questo motivo l’approccio è stato radicalmente rivisto per rispettare il limite di consumo del suolo: le aree prescelte dal bando riguardano spazi già urbanizzati da riqualificare o da ricucire, incluso il recupero di edifici abbandonati.

Architetti, urbanisti e intellettuali internazionali, sono stati invitati a ragionare su queste tematiche e a immaginare la metropoli del futuro, dopodiché il passo successivo è consistito nella creazione della “Societé du Grand Paris”, ente pubblico con partecipazioni private che ha coordinato lo sviluppo delle infrastrutture individuando una serie di poli strategici d’interscambio che interagiranno con la rete viaria e dei trasporti esistente. L’idea principale è quella di realizzare un nuovo anello di rete metropolitana, concentrico  rispetto agli attuali confini cittadini, che sarà chiaramente supportato da moderne infrastrutture, permettendo i collegamenti periferici senza necessariamente passare dal centro della città, che attualmente è già al limite di saturazione. Questi poli toccati dalla rete rappresentano di fatto le principali aree interessate dal concorso con l’aggiunta di altri luoghi scelti dai singoli comuni de l’Île-de-France per recuperare edifici o spazi inutilizzati o degradati.

La mostra parigina risulta particolarmente significativa anche per il tipo di esposizione, del tutto inusuale. Una scelta dettata da motivi pratici di spazio ma che è risultata sorprendentemente azzeccata anche per quello che riguarda la visita stessa poiché tutti i disegni finalisti (153) non sono appesi alle pareti, ma impilati su supporti a terra in modo da poter essere presi anche comodamente in mano.

 

 

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