Che fine hanno fatto i cannoni impiegati in passato in mille battaglie navali? La stragrande maggioranza giace in fondo ai mari, a volte assieme ai relitti, o a quel che resta, dei galeoni sui quali erano imbarcati. I più fortunati, pochissimi percentualmente, fanno oggi bella mostra di sé nei musei, ma è possibile ritrovarli anche sul lungomare di qualche città, sul belvedere di una roccaforte, al centro di una piazza o di un giardino, a “guardia” di un monumento.
A proposito di musei, esiste una città dove questi manufatti hanno dato vita a un vero e proprio museo a cielo aperto, unico al mondo nel suo genere. La città in questione è Londra; qui i cannoni navali sono stati recuperati e riconvertiti in particolari oggetti di arredo urbano.
Ma procediamo con ordine. La loro origine risale al periodo conclusivo delle guerre napoleoniche e consistono in fusioni di ghisa di dimensioni abbastanza contenute. All’epoca della battaglia di Trafalgar (21 ottobre 1805) che decretò la vittoria decisiva della Royal Navy sulla flotta franco-spagnola – e la conseguente supremazia nei mari per oltre un secolo – la fonderia Carron Company di Falkirk (Scozia) deteneva il monopolio della produzione di cannoni navali leggeri, chiamati per l’appunto carronades in suo onore.
Al termine delle guerre la stessa fonderia, preoccupata dell’inevitabile diminuzione della richiesta di armamenti e dalla possibilità che il governo potesse utilizzare i cannoni sequestrati ai francesi e agli spagnoli, suggerì che gran parte di questi fossero svenduti per essere poi riutilizzati come colonnine spartitraffico nelle strade e nelle piazze di Londra con la funzione di regolare e indirizzare, e talvolta anche impedire, il traffico di pedoni e veicoli.
E così è stato. Tale modello ha poi determinato nel tempo la nascita di una molteplicità di varianti, seppur sempre ispirate alla forma del cannone. Si tratta di tipologie simili fra loro, ma non identiche, che in molti casi ricercano un decoro fatto di fiori, stelle, ovuli, stemmi, quasi a voler mitigare l’aspetto austero di un oggetto nato per rispondere a scopi esclusivamente militari.







