L’illuminazione attraverso i tempi: dalle origini all’utilizzo ottocentesco del gas

Posted on Apr 9, 2026

Parte I

Nell’antichità i primi mezzi di illuminazione vennero forniti dalla natura stessa: l’uomo dovette immaginare un focolare trasportabile, ovvero piccoli e maneggevoli rami secchi infiammati, scelti tra quelli che ardevano più facilmente (in particolare le piante resinose). Il passo successivo consistette nel legarli strettamente in fascio in modo tale che il fuoco potesse durare più a lungo e con un maggior volume di fiamma: ciò portò alla nascita della torcia, il primo “fanale” capace di vincere le tenebre. Eppure, per giungere all’utilizzo della lucerna l’umanità doveva attendere ancora diversi millenni.

L’invenzione di questo rivoluzionario oggetto pare si debba agli antichi Egizi: è comunque certo che essi la utilizzarono e la diffusero dapprima in Oriente e poi in Occidente, al punto che non solo i Greci e i Romani, ma tutti i popoli della terra, per molto tempo, non conobbero e non adottarono altro mezzo di illuminazione al di fuori di questo.

La lucerna rispose a forme stilistiche diverse, secondo l’uso al quale era destinata e al gusto dei tempi: realizzata in rozza terracotta, modellata dalle mani di un abile artigiano o fusa in metalli preziosi; ad ogni modo non rappresentò mai nulla di più che un recipiente per l’olio e uno stoppino in fibra tessile in grado di bruciare tale sostanza per attrazione capillare. Il suo potere illuminante era comunque molto scarso, pressoché nullo, presentando il duplice svantaggio di essere poco economica, rispetto alla quantità di combustibile impiegato, e di produrre una luce di colore rossastro, costantemente accompagnata da un alone di fumo nero.

Questo il sistema di illuminazione che il Medioevo ereditò dal passato, senza introdurre alcuna sostanziale modifica e che mantenne la disposizione che aveva assunto nei secoli precedenti, fatta eccezione per l’introduzione della candela.  Inventata dalle tribù celtiche, che per prime avrebbero trovato il modo di fare luce utilizzando il grasso degli animali, la candela andò di frequente a sostituire in età medievale la lampada ad olio: i palazzi dei signori, allo stesso modo delle stamberghe della povera gente, si illuminavano egualmente alla sua luce fumosa e malsana.

L’illuminazione mediante candele si diffuse rapidamente in tutta l’Europa settentrionale trovando inizialmente più difficoltà ad attecchire nei paesi mediterranei dove l’abbondanza e il buon mercato dell’olio rendevano ancora abbastanza inutile il suo utilizzo. In Francia una società di fabbricatori di candele comparve verso il 1016, sotto il regno di Filippo I, ma non fu regolarmente stabilita che alla fine del ‘400.

Col trascorre del tempo le candele e le lampade ad olio iniziarono ad essere sorrette da un manicotto metallico, provvisto di una lama cornea trasparente: nasceva in questo modo la lanterna portatile, collocata di rado sotto un’immagine della Vergine o alla porta di alcuni conventi. Si era ancora lontani dalla pratica di porre piccoli lumi agli angoli delle vie per dissipare le tenebre della notte e, soprattutto, per intimorire i ladri e gli assassini che si aggiravano indisturbati per le vie buie incutendo terrore agli sfortunati viandanti.

Le cronache del tempo ci mostrano chiaramente quali pericoli offrissero ancora nel XVII secolo le strade della capitale francese al calare del sole; vie deserte, oscure, infestate di briganti, a tal punto che risulta particolarmente eloquente ciò che riporta Boileau nella sua sesta satira: i boschi più tetri e solinghi sono luoghi di sicurezza di fronte alle vie di Parigi. Infelice colui che un affare improvviso intrattenne un po’ troppo nella tortuosità d’una strada! Ben tosto quattro banditi, serrandogli la gola, grideranno: arrenditi, fuori la borsa.

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