Di sue opere famose, universalmente riconosciute, è piena Barcellona, ma sapevate che il primo incarico pubblico di Gaudí fu la progettazione di alcuni lampioni cittadini?
Ebbene sì. Il giovane architetto, fresco di laurea, disegnò due modelli – a sei e a tre bracci – che per la loro qualità, apprezzata già all’epoca dai concittadini e dalla stampa, figurano come Bene Culturale di Interesse Locale nell’Inventario del Patrimonio Culturale Catalano.
Il loro stile, che ne rivela l’estro creativo, è decisamente eclettico poiché combina la produzione della ghisa ottocentesca con una policromia e un uso di dettagli ornamentali tipici delle arti decorative. Un altro fattore che li rende speciali è l’approfondita descrizione che accompagna il progetto, trattandosi di uno dei pochi scritti in cui Gaudí spiega in maniera esaustiva le sue motivazioni. Molto interessante risulta il passaggio nel quale chiarisce come la decorazione si concentri in larga misura sulla cima del sostegno, la cui forma sintetizza la vocazione storica di Barcellona per il commercio.
Così completa i lampioni con il caduceo, il bastone circondato da due serpenti e coronato da un elmo alato. Il riferimento mitologico conduce a Ermes (Mercurio per i Romani) che oltre ad essere il messaggero degli dei svolge, appunto, anche il ruolo di dio del commercio. Questi elementi, aggiunge, saranno realizzati in metallo (ghisa) e la loro policromia includerà i colori oro, blu e rosso. Policromia che caratterizzerà anche gli stemmi della città di Barcellona, applicati al centro delle colonne, sempre in fusione di ghisa.
Partendo dalla base in pietra, altri elementi significativi sono i grandi medaglioni metallici con motivi floreali che ancorano la colonna, la sottile ornamentazione vegetale con foglie d’edera a seguire, e i bracci che reggono le lanterne, posizionati su livelli diversi come se fossero rami di un albero.
Sebbene Gaudí li avesse pensati per varie piazze e strade cittadine, alla fine ne vennero installati solo due a sei bracci in Plaça Reial (1879) una delle più belle piazze del capoluogo catalano, e quattro a tre bracci (1889) di cui due nel Pla de Palau e gli altri due, andati poi perduti, sul Paseo Nacional. Quelli a tre bracci presentano una cima più semplice, priva dei serpenti e dell’elmo alato, ma ad ogni modo entrambi i modelli sono magnifici esempi di arredo urbano che ancora oggi, a distanza di più di un secolo, illuminano e decorano importanti spazi pubblici di Barcellona.



